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SPECIALE COVID-19

  • 1. DECRETI E INFORMAZIONI COVID19



    RIPORTIAMO ALCUNE IMPORTANTI INFORMAZIONI IN RELAZIONE AI DECRETI E ORDINANZE EMANATE

    AGGIORNAMENTO AL 27 APRILE 2020
    E’ stato emanato il Dpcm 26/04/2020 (SCARICA IL FILE IN FORMATO PDF)contenente misure urgenti di contenimento alla diffusione del contagio da COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali valevoli su tutto il territorio nazionale con validità dal 04/05/2020 e fino al 17/05/2020, sostituendo le misure contenute nel Dpcm 10/04/2020, salvo la diversa decorrenza del 27/04/2020 per specifiche misure (art. 2 commi 7, 9 e 11), mentre continuano a trovare applicazione le eventuali misure di contenimento più restrittive adottate dalle Regioni.
    In particolare, le imprese potranno svolgere tutte le attività propedeutiche alla riapertura già a partire da oggi

    Sono stati emanati i CHIARIMENTI PER LE IMPRESE PREVALENTEMENTE ORIENTATE ALL’EXPORT con la lettera ufficiale inviata dal Ministro dell’Interno alle Prefetture (SCARICA QUI IN FORMATO PDF) che conferma l'interpretazione estensiva del concetto di "attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale", contenute nel DPCM del 10 aprile 2020 e pertanto tali attività possono riprendere l'attività già dal 27 aprile 2020
    In risposta ad una richiesta di chiarimenti il Ministero dell’Interno ha fornito alcune indicazioni sul concetto di “attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale” contenuto nell’art.2 c. 7 DPCM 10 aprile 2020 La formula sopra richiamata va riferita non solo al perimetro cd “golden power” e alle imprese interessate da tali poteri speciali bensì anche a quelle imprese che svolgono attività la cui prolungata sospensione rischia di determinare riflessi negativi sull’intera economia nazionale. Più in particolare, le imprese in questione sono identificate quelle le cui attività sono prevalentemente orientate all’export e la cui prolungata sospensione quindi rischia di far perdere al nostro Paese quote di mercato. Inoltre possono essere ricondotte sempre al concetto di rilevanza strategica quelle attività del settore costruzione che riguardano interventi volti al contrasto del dissesto idrogeologico e nel campo della edilizia residenziale pubblica, scolastica e penitenziaria.
    Pertanto previa comunicazione al Prefetto, la ripresa delle attività sopra richiamate sarà già possibile fermo restando le previsioni di cui ai protocolli di regolamentazione per il contrasto e il contenimento del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020, rispettivamente quello relativo a tutti i settori produttivi e quello relativo ai cantieri. Per le comunicazioni in prefettura fare sempre riferimento ai siti delle prefetture di competenza

    Le misure per il contenimento del CONTAGIO PER LO SVOLGIMENTO IN SICUREZZA DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE INDUSTRIALI E COMMERCIALI contenute nel DPCM risultano le seguenti:
    • Sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali, salvo quelle espressamente elencate in allegato 3 del DPCM;
    • È consentita l’attivita’ di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici, nonché di prodotti agricoli e alimentari, e ogni altra attività funzionale a fronteggiare l’emergenza;
    • Sono consentiti i servizi essenziali e di pubblica utilità;
    • Sospensione delle attività commerciali al dettaglio, eccetto le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessita’ elencate, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione. Chiusi i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie. In tali esercizi deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro;
    • Sospensione delle attività dei servizi di ristorazione, quali bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, purché sia rispettata la distanza di sicurezza interpersonale di un metro; è consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per il confezionamento che per il trasporto, nonché la ristorazione con asporto, fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi. chiusi gli esercizi di somministrazione alimenti e bevande posti all’interno di stazioni ferroviarie e lacustri, nelle aree di servizio e rifornimento carburante, ad esclusione di quelli situazioni lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto; aperti quelli collocati negli ospedali e negli aeroporti, purché nel rispetto della distanza interpersonale di un metro;
    • Sospensione attività inerenti servizi alla persona (quali parrucchieri, barbieri, estetisti), ad esclusione di quelle espressamente elencate; Gli esercizi commerciali, la cui attività non è sospesa, sono tenuti ad assicurare, oltre alla distanza interpersonale di un metro, che gli ingressi avvengano in modo scaglionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni, nonché il rispetto delle norme di prevenzione.
    • Garantiti i servizi bancari, finanziari, assicurativi;
    • Ammesse le attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare, comprese le filiere che forniscono beni e servizi;
    • L’erogazione del trasporto pubblico locale deve essere organizzata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti.
    • La modalità di lavoro agile può essere applicata dai datori di lavoro privati ad ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali previsti, assolvendo agli obblighi di informativa in materia di sicurezza;
    • I datori di lavoro pubblici e privati devono promuovere la fruizione dei periodi di congedo ordinario e di ferie;
    • in riferimento alle attività professionali, si raccomanda che:
      1. sia attuato il massimo utilizzo della modalità di lavoro agile;
      2. siano incentivate le ferie ed i congedi retribuiti;
      3. siano applicati protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile assicurare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, siano adottati strumenti di protezione individuale;
      4. siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.
    Le attività produttive sospese possono proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile.
    Lo svolgimento delle attività non sospese deve avvenire nel rispetto dei protocolli sanitari di regolamentazione per il contrasto e la diffusione del virus negli ambienti di lavoro. (V. PUNTO 3. PROTOCOLLI DA RISPETTARE)

    La mancata attuazione dei protocolli che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
    Le imprese, le cui attività sono sospese per effetto delle modifiche apportate all’elenco delle attività ammesse, ovvero per qualunque altra causa, completano le attività necessarie alla sospensione, compresa la spedizione delle merci in giacenza, entro il termine di 3 giorni dall’adozione del decreto di modifica o del provvedimento che ne determina la sospensione. Per le attività produttive sospese e’ ammesso, previa comunicazione al prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione. Consentita, previa comunicazione al prefetto, la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture.

    Le imprese che riprendono l’attività a partire dal 04/05/2020, possono svolgere tutte le attività propedeutiche alla riapertura a partire dalla data del 27/04/2020.

    Per garantire lo svolgimento delle attività produttive in condizioni di sicurezza, le regioni monitorano con cadenza giornaliera l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale; qualora da tale monitoraggio, emerga un aggravamento del rischio sanitario, il presidente della regione propone al ministero della salute le misure restrittive necessarie e urgenti per le attività produttive delle aree del territorio regionale specificatamente interessate dall’ aggravamento.

    MISURE DI CONTENIMENTO DEL CONTAGIO SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE

    • Consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessita’ o per motivi di salute, nonché per incontrare congiunti purche’ venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie; è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza;
    • Obbligo di rimanere presso il proprio domicilio da parte dei soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,5°C;
    • Divieto di mobilità per i soggetti sottoposti alla quarantena o risultati positivi al virus;
    • Vietata ogni forma di assembramento in luoghi pubblici o aperti al pubblico;
    • L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rispetto del divieto di assembramento e della distanza di sicurezza interpersonale di un metro;
    • Divieto di svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; è consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché nel rispetto della distanza di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività;
    • Sospesi eventi, competizioni ed allenamenti sportivi; le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline sportive individuali;
    • Chiusi gli impianti nei comprensori sciistici;
    • Sospese manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, svolti in ogni luogo pubblico e privato;
    • L’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, garantendo ai frequentatori il rispetto della distanza interpersonale di un metro;
    • Sospesi i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi di cultura;
    • Sospesi i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore comprese le università, corsi professionali e le attività formative presso enti pubblici e soggetti privati, salva la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; sospesi i viaggi di istruzione, iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dagli istituti scolastici di ogni ordine e grado;
    • Sospensione delle attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi;
    • Divieto agli accompagnatori di pazienti di permanere nella sale di attesa di dipartimenti di emergenze e accettazione e dei pronto soccorso; accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite, hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura nel rispetto delle misure di prevenzione;
    E’ fatto obbligo su tutto il territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi confinati aperti al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto, e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.
    Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.
    Possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.
    L’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio, come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani, che restano invariate e prioritarie.
  • 2. PROROGHE ADEMPIMENTI

    PER L’EMERGENZA COVID-19 SONO STATE PREVISTE ALCUNE PROROGHE

    In questa sezione inseriremo le varie proroghe che giorno per giorno i decreti e le note istituzionali ci comunicano

    LAVORI USURANTI | decreto legislativo 67/2011 – D.M. 20 settembre 2011

    PROROGA PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO
    SCADENZA: 31 marzo 2020
    PROROGATA AL: 30 maggio 2020.

    NOTA MATTM 20460/2020 - ESTENSIONE VALIDITÀ CERTIFICAZIONI F-GAS (Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi)

    SCADENZA: tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020
    PROROGATO AL: Validi fino al 15 giugno 2020

    DURC

    SCADENZA: 31 gennaio e il 15 aprile 2020
    PROROGATO AL: VALIDI FINO A 15 GIUGNO
    APRI SITO INAIL

    SOSPESI DIVIETI DI CIRCOLAZIONE MEZZI PESANTI NEI GIORNI FESTIVI

    SCADENZA: -
    PROROGATO AL: MIT Decreto n. 115 del 13-03-2020
    Firmato il decreto n. 115, decreto di sospensione temporanea dei divieti, provvedimento anche questo necessario per far fronte all’emergenza Coronavirus e superare un ulteriore elemento di criticità del sistema dei trasporti non più giustificato dall’attuale riduzione dei flussi di traffico.
    Sospesi i divieti di circolazione nei giorni festivi sulle strade extraurbane per i mezzi adibiti al trasporto cose, di massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 tonnellate, già a partire da domenica 15 marzo, e limitatamente ai servizi di trasporto merci internazionale, fino a nuove disposizioni del governo.

    Covid-19-Avviso pubblico Isi iIail: sospensione dei termini

    SCADENZA: Sospesi i termini dal 23 febbraio al 15 aprile 2020 per le fasi di verifica amministrativa e tecnica nonché per quelle di realizzazione e rendicontazione dei procedimenti amministrativi delle gestioni Isi.
    PROROGATO AL: APRI SITO INAIL

    ISCRIZIONE ALBO GESTORI AMBIENTALI

    SCADENZA: 31 gennaio e il 15 aprile 2020
    PROROGATO AL: “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”
    NON VALE PER
    a) i procedimenti, pur rientranti nella suddetta finestra temporale, ma già conclusi in modo definitivo;
    b) le iscrizioni scadute nel periodo tra il 31 gennaio 2020 e la data di entrata in vigore del decretolegge 18/2020, per le quali non è stata presentata domanda di rinnovo.
    APRI SITO ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

    MUD – COMINICAZIONE ANNUALE PILE ACCUMULATORI- RAEE – VERSAMENTO DIRITTO ANNUALE ISCRIZIONE ALBO GESTORI

    SCADENZA: 30/04/3020
    PROROGATO AL: 30/06/2020 VEDI NEWS SITO CRESCO

    Rinvio verifiche Responsabile Tecnico

    SCADENZA:
    PROROGATO AL: in attesa di conoscere l'evolversi della situazione legata al Covid-19, cd. Coronavirus, il Comitato nazionale dell’Albo gestori ambientali ha disposto, in via cautelativa, di rinviare le sedute relative alle verifiche di idoneità per responsabili tecnici programmate dalla data del 25 febbraio 2020 alla data del 28 maggio 2020.

    Le iscrizioni alle verifiche, nel periodo sopra indicato, non sono più possibili.
    I candidati che risultano già iscritti alle verifiche riceveranno una comunicazione alla casella di posta indicata in fase di registrazione.

    Le nuove date e le modalità di partecipazione per il recupero di dette verifiche verranno comunicate non appena possibile tramite il presente sito.
    https://www.albonazionalegestoriambientali.it/Public/Home

    PER APPROFONDIRE

    LAVORI USURANTI | PROROGA PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO AL 30.05.2020
    Nota MPLS n. 1160 del 19.03.2020
    Comunicazioni di svolgimento: a) di attività faticose e pesanti, c.d. usuranti (art. 2, comma 5, decreto legislativo 67/2011); b) di un processo produttivo in serie caratterizzato dalla “linea catena” ovvero dell’esecuzione di lavoro notturno svolto in modo continuativo e compreso in regolari turni periodici (art. 5, commi 1 e 2, decreto legislativo 67/2011 – D.M. 20 settembre 2011 – Note operative per l’invio del Modello “LAV_US”.
    A seguito dell’emergenza epidemiologica COVID-19, si comunica che la scadenza per la compilazione del modello LAV_US per la rilevazione prevista dell’art. 6 del D.M. 20/9/2011, con riferimento alle attività lavorative svolte nell’anno 2019, è prorogata al 30 maggio 2020.

    NOTA MATTM 20460/2020 - ESTENSIONE VALIDITÀ CERTIFICAZIONI F-GAS AL 15.06.2020
    OGGETTO: Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18. Applicazione dell’articolo 103, comma 2, in materia di rinnovo delle certificazioni rilasciate ai sensi del D.P.R. n. 146/2018 sui gas fluorurati a effetto serra
    L’articolo 103 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, pubblicato nella G.U. Serie Generale n. 70 del 17 marzo 2020, disciplina la sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi e gli effetti degli atti amministrativi in scadenza nel periodo compreso tra il 31 gennaio e il 15 aprile, in conseguenza degli effetti determinati dall’epidemia COVID-19. Il comma 2 del citato articolo 103 prevede che “Tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020, conservano la loro validità fino al 15 giugno 2020”. Con la presente Circolare si intendono chiarire gli aspetti applicativi di quanto previsto dall’articolo 103, comma 2, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, nel campo delle Certificazioni rilasciate ai sensi del D.P.R. n. 146/2018 sui gas fluorurati a effetto serra. Come noto, il D.P.R. n. 146/2018 recante attuazione del regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati ad effetto serra disciplina, tra le altre cose, il sistema di certificazione delle persone fisiche e delle imprese, che svolgono attività di installazione, manutenzione, assistenza, riparazione e smantellamento di determinate apparecchiature contenenti gas fluorurati a effetto serra. In particolare, gli articoli 7 e 8 del citato D.P.R. n. 146/2018 prevedono che le persone fisiche e le imprese che svolgono le citate attività devono essere in possesso di un certificato rilasciato dagli Organismi di certificazione accreditati da ACCREDIA e designati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Tali certificati hanno una validità di dieci anni per le persone fisiche e di cinque anni per le imprese e devono essere rinnovati, su istanza dell'interessato, entro sessanta giorni antecedenti la scadenza dei certificati medesimi.
    Le persone fisiche e le imprese che intendono conseguire la certificazione devono:
    i) presentare, per via telematica, una richiesta di iscrizione nelle apposite sezioni del Registro telematico nazionale di cui all’articolo 15 del D.P.R. n.146/2018;
    ii) presentare richiesta di certificazione ad uno degli Organismi di certificazione accreditati e designati;
    iii) nel caso delle persone fisiche, sostenere un esame teorico e pratico basato sui requisiti minimi relativi alle competenze e alle conoscenze previste negli allegati dei regolamenti (UE) 2015/2067, n. 304/2008, n. 2015/2066 e n. 306/2008;
    iv) nel caso delle imprese, dimostrare il possesso dei requisiti specificatamente previsti dai pertinenti regolamenti di esecuzione della Commissione europea come previsto dall'Allegato B 2.1 del D.P.R. n. 146/2018.
    Entro sessanta giorni antecedenti la scadenza dei certificati le persone fisiche e le imprese dovranno presentare apposita istanza di rinnovo di certificazione ad uno degli Organismi di certificazione accreditati e designati.
    Per il rilascio di nuove certificazioni nonché alle verifiche annuali di mantenimento delle stesse si rimanda alle specifiche Circolari tecniche di ACCREDIA, ed in particolare alla Circolare informativa N° 03/2020 e N° 04/2020 e la Circolare tecnica DC N° 06/2020.

    Fonte: MATTM
    DECRETO MIT 10 MARZO 2020
    Proroga delle carte di qualificazione del conducente e dei certificati di formazione professionale ADR, per mancato svolgimento dei corsi di formazione periodIca a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. (GU Serie Generale n.77 del 23-03-2020)

    Entrata in vigore: 23.03.2020
    Art. 1. Proroga della validità della carta di qualificazione del conducente
    1. Le carte di qualificazione del conducente e i certificati di formazione professionale per il trasporto di merci pericolose, aventi scadenza dal 23 febbraio al 29 giugno 2020, sono prorogati, per il trasporto sul territorio nazionale, fino al 30 giugno 2020.
    DURC IN SCADENZA VALIDO FINO A GIUGNO
    Il Documento Unico di Regolarità Contributiva in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020 viene considerato a tutti gli effetti valido fino alla data del 15 giugno 2020: lo specifica il Messaggio INPS n. 1374/20020 che supera le indicazioni in precedenza fornite su tale argomento dalla Circolare n. 37/2020. (Antonella Madia)
  • 3. PROTOCOLLI DA RISPETTARE

    Aggiornato al 27/04/2020

    LE ATTIVITA’ NON SOSPESE (CONSULTA PUNTO 1. DECRETI E INFORMAZIONI COVID19) POSSONO OPERARE DURANTE QUESTO PERIODO APPLICANDO LE MISURE DI CUI ai PROTOCOLLi CONDIVISi DI REGOLAMENTAZIONE DELLE MISURE PER IL CONTRASTO E IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19

    CRES.CO VI ASSISTE PER L’IMPLEMENTAZIONE DI OGNI PUNTO DEI PROTOCOLLI – CONTATTACI

    “PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAZIONE DELLE MISURE PER IL CONTRASTO E IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19 NEGLI AMBIENTI DI LAVORO” - agg 24/04/2020 (modifica del protocollo del 14/03/2020)


    Venerdi 24 aprile 2020, è stato integrato il "Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro" sottoscritto il 14 marzo 2020 su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell'economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute, che avevano promosso l'incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all'articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, che - in relazione alle attività professionali e alle attività produttive - raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

    Gli aggiornamenti riguardano:
    • Modalità di accesso in azienda di lavoratori “guariti” dall’infezione COVID-19 (punto 2)
    • Modalità di accesso dei fornitori (punto 3), con obbligo di informazione da parte del committente
    • Pulizia e sanificazione (punto 4), specificando l’obbligo di sanificazione per le aziende delle aree geografiche a maggiore endemia
    • Dispositivi di Protezione Individuali (punto 6) che devono essere utilizzati da tutti i lavoratori contemporaneamente presenti negli spazi comuni
    • Sorveglianza Sanitaria del Medico Competente (punto 12), dando indicazioni sulle modalità di coinvolgimento del Medico Competente
    Il documento, tenuto conto di quanto emanato dal Ministero della Salute, contiene linee guida condivise tra le Parti sociali per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio.
    L’obiettivo del presente protocollo condiviso di regolamentazione, è fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19.
    Oltre a quanto previsto dal DPCM del 26 aprile 2020, le Parti hanno stabilito che le imprese adottano il presente protocollo di regolamentazione all’interno dei propri luoghi di lavoro e applicano le ulteriori misure di precauzione elencate nello stesso - da integrare con altre equivalenti o più incisive secondo le peculiarità della propria organizzazione, previa consultazione delle rappresentanze sindacali aziendali - per tutelare la salute delle persone presenti all’interno dell’azienda e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro.

    SCARICA IL "Documento tecnico INAIL 23.04.2020"

    L’obiettivo del presente documento, destinato prioritariamente a tutti soggetti aventi ruoli e responsabilità in tema di tutela della salute nei luoghi di lavoro ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è fornire indicazioni operative, da attuare nel rispetto dei principi di precauzione e proporzionalità, finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19. Diversamente, per la definizione e la gestione clinica dei casi sospetti, probabili o confermati di COVID-19, nonché per raccomandazioni specifiche per il personale delle aziende sanitarie e socio-sanitarie addetto all’assistenza di casi e contatti, si rimanda alle indicazioni contenute negli altri documenti e provvedimenti emanati.

    PROTOCOLLO SPECIFICO PER TRASPORTI E LOGISTICA : LINEE GUIDA SULLA SICUREZZA NEL TRASPORTO E NELLA LOGISTICA MIT 20.03.2020

    Regole per il contenimento della diffusione del Covid19, per la sicurezza dei lavoratori e dei viaggiatori nei settori del trasporto e della logistica. Sono stabilite nel protocollo siglato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con le organizzazioni di categoria e le rappresentanze sindacali. Ogni settore nell’ambito trasportistico e della logistica, comprese le filiere degli appalti e le attività accessorie del TRASPORTO AEREO, FERROVIARIO, MARITTIMO E PORTUALE, AUTOTRASPORTO MERCI, TRASPORTO LOCALE è chiamato ad applicare le norme che riguardano i lavoratori e i passeggeri, gli ambienti di lavoro, le stazioni e i terminal, e i mezzi di trasporto.
    • DISTANZA INTERPERSONALE di un metro per tutto il personale viaggiante così come per coloro che hanno rapporti con il pubblico.
    • UTILIZZO DEI DISPOSITIVI di protezione individuale nel caso non sia possibile mantenere la distanza di un metro tra i lavoratori e con i viaggiatori.
    • INFORMAZIONE sul corretto uso e gestione dei dispositivi di protezione individuale, dove previsti (mascherine, guanti, tute, etc.) e su tutte le prescrizioni adottate.
    • SANIFICAZIONE E IGIENIZZAZIONE dei locali di lavoro, dei mezzi di trasporto e dei mezzi di lavoro appropriate e frequenti.
    • INSTALLAZIONE di dispenser di gel idroalcolico ad uso dei passeggeri.
    • VENDITA CONTINGENTATA dei biglietti in modo da osservare tra i passeggeri la distanza di almeno un metro.
    • COMUNICAZIONE a bordo dei mezzi anche mediante apposizione di cartelli che indichino le corrette modalità di comportamento.
    • SETTORE AUTOTRASPORTO MERCI Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono restare a bordo dei propri mezzi, se sprovvisti di guanti e mascherine. In tutte le situazioni in cui si renda necessario lavorare a distanza interpersonale minore di un metro, anche in ambienti all’aperto, è necessario l’uso delle mascherine.
    • NELLE STAZIONI FERROVIARIE È obbligo dare alla clientela tutte le informazioni sulle misure di prevenzione adottate e sui percorsi da seguire all’interno delle stazioni. Per il personale è previsto l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, il divieto di ogni contatto ravvicinato con i clienti, il monitoraggio di security delle stazioni e dei flussi dei passeggeri, nel rispetto della distanza di sicurezza prescritta. Inoltre sono imposte restrizioni al numero massimo dei passeggeri ammessi nelle aree di attesa comuni e la sospensione fino al 3 aprile del servizio di accoglienza viaggiatori a bordo treno.
    • CONSEGNE A DOMICILIO E RIDERS Le consegne a domicilio di pacchi, documenti e altre tipologie di merci espresse possono avvenire senza contatto con i riceventi. Nel caso di consegne, anche effettuate da Riders, le merci possono essere consegnate senza contatto con il destinatario e senza la firma di avvenuta consegna. Ove ciò non sia possibile, si rende necessario l’utilizzo di mascherine e guanti.
    • TAXI E NOLEGGIO CON CONDUCENTE Sui veicoli Taxi e a noleggio il posto del passeggero vicino al conducente va lasciato libero. Sui sedili posteriori, al fine di rispettare le distanze di sicurezza, non potranno essere trasportati più di due passeggeri. Il conducente dovrà indossare dispositivi di protezione.

    PROTOCOLLO SPECIFICO PER CANTIERI EDILI SE NON SOSPESI: Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID – 19 nei cantieri edili aggiornato al 24/03/2020 (modifica del protocollo del 19 marzo 2020)

    SCARICA IL PDF PROTOCOLLO CANTIERI 24.4.2020
    si tratta di misure che riguardano i titolari del cantiere, tutti i subappaltatori e i subfornitori presenti in cantiere e che sono coerenti con il protocollo generale sottoscritto il 24 marzo 2020. Le linee guida illustrano dettagliatamente tutto quello che occorre per garantire la sicurezza in un cantiere: le informazioni, le modalità di comportamento da tenere; le modalità di accesso dei fornitori esterni; la pulizia e sanificazione, le precauzioni igieniche personali, i dispositivi di protezione personale, la gestione degli spazi comuni, l’organizzazione del cantiere (turnazione, rimodulazione dei cronoprogramma delle lavorazioni), la gestione di una persona sintomatica, la sorveglianza sanitaria.


    PROTOCOLLO SPECIFICO PER ATTIVITÀ AMBIENTALE/RIFIUTI: PROTOCOLLO PER PREVENZIONE E SICUREZZA DEI LAVORATORI SETTORE RIFIUTI DEL 19 MARZO 2020

    Il giorno 19 marzo 2020, le Parti sottoscritte Utilitalia, Cisambiente, LegaCoop Produzione e Servizi, Agci Servizi, Confccoperative, Fise Assoambiente e le OO.SS. Fp- Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, in qualità di Parti stipulanti i CCNL 10 luglio 2016 e 6 dicembre 2016 per i servizi ambientali, si sono incontrate in modalità telematica per esaminare la difficile situazione che ha coinvolto il Paese a seguito dell'evoluzione dello scenario epidemiologico causato dal COVID-19, con particolare riferimento alle misure da adottare nel settore del ciclo dei rifiuti, al fine di tutelare i lavoratori impiegati, garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale e contribuire al superamento dell'emergenza sanitaria.
    - Protocollo-d-intesa-covid19-servizi-ambientali.pdf

    PROTOCOLLO PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA DEI LAVORATORI DELLA SANITÀ

    Le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil e il ministro della Salute, Roberto Speranza, hanno firmato ieri un Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della sanità per l’emergenza da Covid-19
    - LINK ALLA NEWS SUL SITO SALUTE.GOV.IT
    - SCARICA QUI IL PROTOCOLLO

    LINEE GUIDA SICUREZZA VOLONTARI REGIONE EMILIA ROMAGNA

    Dalla Regione Emilia-Romagna le Linee guida per la sicurezza dei volontari
    Il documento si articola su tre punti principali: sistema di coordinamento con i Comuni ei Centri operativi comunali della Protezione civile, modalità di svolgimento delle attività e indicazioni che riguardano più direttamente la tutela dei volontari impegnati nella fase di emergenza e degli assistiti.
    - LINK ALLA NEWS SUL SITO REGIONE EMILIA-ROMAGNA
    - SCARICA QUI IL FILE

    VVF - GESTIONE DEL RISCHIO OPERATIVO CONNESSO ALL’EMERGENZA COVID-19

    Le indicazioni contenute nella presente linea guida sono emanate tenendo conto delle direttive sanitarie dell’Ufficio Coordinamento Attività Sanitarie e Medicina Legale del Corpo Nazionale, ai sensi dell’art. 21 comma 1 del Decreto legge 2 marzo 2020 n. 9, al fine di garantire il servizio istituzionale di soccorso tecnico urgente e tutelare la salute del personale del Corpo, nell’ambito dell’attuale situazione epidemiologica
    SCARICA QUI LA LINEA GUIDA

    VADEMECUM PER AZIENDE TRENTINO

    https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/

    CHECK LIST DI CONTROLLO APPLICAZIONE PROTOCOLLO

    CHECK LIST AMBIENTI DI LAVORO - ATTUAZIONE PROCEDURE PRECAUZIONALI E CONTRASTO COVID
    Check list Attuazione delle procedure precauzionali e di contrasto alla diffusione del contagio da COVID-19 negli ambienti di lavoro
    CGIL Lombardia - CISL Lombardia - UIL Milano e Lombardia
    Il 14 marzo 2020 è stato adottato il Protocollo di regolamentazione per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID 19 negli ambienti di lavoro, relativo a tutti i settori produttivi.
    La check list, sebbene a carattere indicativo e non esaustivo, è uno strumento utile alla verifica del rispetto degli adempimenti previsti dal Protocollo condiviso e per evidenziare le misure possibili e necessarie da attuare.
    La premessa del Protocollo nazionale è l'attivazione di momenti di confronto interni alle aziende e in tutti i luoghi di lavoro, anche mediante la costituzione di un comitato con la partecipazione degli Rsu, Rsa, Rls per stabilire protocolli applicativi e garantire che sussistano le condizioni di sicurezza per lavoratrici e lavoratori.
    Fonte: CGIL Lombardia - CISL Lombardia – UIL Milano e Lombardia
    SCARICA QUI IL FILE
  • 4. SANIFICAZIONE

    UNA DELLE MISURE PRINCIPALI ANTICONTAGIO DA ADOTTARE E’ LA PULIZIA E SANIFICAZIONE COME PREVISTO DAL PUNTO 4. DEL PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAMENTAZIONE
    CONTATTACI PER ELABORARE E IMPLEMENTARE IL PIANO DI SANIFICAZIONE, GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON BELFOR, SIAMO IN GRADO DI INTERVENIRE A 360° GRADI ANCHE IN QUESTA ATTIVITA’.


    PREMESSA
    Gli interventi di pulizia e sanificazione si possono definire “attività complesse”.
    Sono composte da più operazioni collegate tra loro e l’obiettivo a cui tendono (ambiente pulito) è fortemente dipendente dalla continuità con cui le stesse devono essere svolte: la pulizia, la sanificazione e in ultimo la disinfezione.
    La pulizia
    Pulire vuol dire rimuovere meccanicamente il materiale estraneo visibile (polvere, sporco ecc) da oggetti e superfici con l’impiego di acqua con o senza l’uso di un detergente. L’acqua ha la funzione di diluire, il detergente di rendere solubile lo sporco e quindi permetterne l’asportazione. Il successo di ogni operazione di pulizia dipende dal tipo di sporco, dalla superficie da pulire, dal prodotto utilizzato e dalla procedura messa in atto. La pulizia è un’operazione preliminare e si perfeziona ed è indispensabile ai fini delle successive fasi di sanificazione e disinfezione.
    La sanificazione
    Altra operazione importante, in particolare in quei locali o su quelle superfici che possono risultare maggiormente contaminate da batteri, è la “sanificazione” : è un intervento mirato ad eliminare alla base qualsiasi batterio ed agente contaminante che con le comuni pulizie non si riescono a rimuovere. La sanificazione si attua – avvalendosi di prodotti chimici detergenti (detersione) – per riportare il carico microbico entro standard di igiene accettabili ed ottimali che dipendono dalla destinazione d’uso degli ambienti interessati. La sanificazione deve comunque essere preceduta dalla pulizia
    La disinfezione
    Disinfettare significa eliminare o ridurre a livelli di sicurezza i microrganismi patogeni (capaci cioè di indurre una malattia) presenti su materiali. L’uso del solo disinfettante, senza il precedente uso di prodotti di pulizia, non rimuove lo sporco, e la presenza di materiale di natura organica o grassa impedisce l’efficacia del prodotto stesso. consiste nell’applicazione di agenti disinfettanti, quasi sempre di natura chimica o fisica (calore), che sono in grado di ridurre, tramite la distruzione o l’inattivazione, il carico microbiologico presente su oggetti e superfici da trattare

    AMBIENTI NON SANITARI


    AMBIENTI NO COVID
    In ogni ambiente di lavoro occorre garantire la pulizia ordinaria con adeguati detergenti efficaci per COVID 19 e la sanificazione periodica sia negli uffici che nei reparti produttivi di:
    • Postazioni personali: fornendo istruzioni per la pulizia a fine turno di tastiere, schermi touch, mouse, attrezzature utilizzate, pulsantiere, etc.
    • Aree comuni: provvedere alla pulizia di superfici soggette a contatti multipli, quali maniglie/ maniglioni/ corrimani/macchinette del caffè.
    • Mezzi aziendali: effettuare una rigorosa pulizia dei mezzi aziendali ad uso promiscuo.
    Per questa sanificazione si possono usare idonei prodotti per l’igienizzazione (a base di alcool o cloro o comunque idonei per il Covid-19).
    Per la pulizia di ambienti non frequentati da casi di COVID-19, è sufficiente procedere alle pulizie ordinarie degli ambienti, avendo cura di sanificare con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente (es. muri, porte, finestre, superfici dei servizi igienici) e le parti utilizzate in modo promiscuo (maniglie, rubinetti, inetti, banconi reception, tastiere, telefoni).
    Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti.

    AMBIENTI COVID

    ATTENZIONE: Nel caso che i locali siamo stati frequentati da una persona con COVID-19, si procede alla pulizia e sanificazione STRAORDINARIA dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute (SCARICA QUI IL PDF) nonché alla loro ventilazione.

    A causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati da SARS-CoV-2 devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati. Applicare le misure straordinarie di seguito riportate: Per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio 0.1% dopo pulizia. Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro. Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti. Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale provvisto di DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto; quelli riutilizzabili vanno invece sanificati. Vanno pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari

    PULIZIA AFFIDATA A TERZI

    Si raccomanda, in caso di affidamento a terzi di servizi di pulizia, di estendere le indicazioni sopra riportate ad eventuali imprese appaltatrici e/o lavoratori autonomi, affinché adottino tutte le cautele necessarie In attuazione di quanto previsto dall’art. 26 D. Lgs. 81/2008. Le operazioni di sanificazione devono essere effettuate da una ditta specializzata e qualificata con metodologia riconosciuta per eliminare qualsiasi microrganismo potenzialmente pericoloso.

    CONSIGLI PER FLI AMBIENTI CHIUSI


    Pulizia in ambienti sanitari

    In accordo con quanto suggerito dall’OMS sono procedure efficaci e sufficienti una “pulizia accurata delle superfici ambientali con acqua e detergente seguita dall’applicazione di disinfettanti comunemente usati a livello ospedaliero (come l'ipoclorito di sodio)”.
    • La stanza di isolamento dovrà essere sanificata almeno una volta al giorno, al più presto in caso di spandimenti evidenti e in caso di procedure che producano aerosol, alla dimissione del paziente, da personale con protezione DPI. Una cadenza superiore è suggerita per la sanificazione delle superficie a maggior frequenza di contatto da parte del paziente e per le aree dedicate alla vestizione/svestizione dei DPI da parte degli operatori.
    • Per la decontaminazione ambientale è necessario utilizzare attrezzature dedicate o monouso. Le attrezzature riutilizzabili devono essere decontaminate dopo l'uso con un disinfettante a base di cloro. I carrelli di pulizia comuni non devono entrare nella stanza.
    • Il personale addetto alla sanificazione deve essere formato e dotato dei DPI previsti per l’assistenza ai pazienti e seguire le misure indicate per la vestizione e la svestizione (rimozione in sicurezza dei DPI).
    • In presenza del paziente questo deve essere invitato ad indossare una mascherina chirurgica, compatibilmente con le condizioni cliniche, nel periodo necessario alla sanificazione


    DOCUMENTI UTILI IN RELAZIONE AGLI AMBIENTI

    Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2
    Nel presente documento vengono considerati due diversi tipi di ambienti indoor che si caratterizzano nell’attuale condizione di emergenza secondo questo schema:
    • Ambienti domestici come le abitazioni in cui interagiscono quotidianamente esclusivamente i nuclei familiari, dove si è obbligati a passare la maggior parte della giornata e dove si svolgono attività lavorative e didattiche a distanza attraverso le tecnologie digitali;
    • Ambienti lavorativi progettati con standard dedicati agli specifici scopi come uffici, strutture sanitarie, banche, poste, farmacie, parafarmacie, supermercati, aeroporti, stazioni e mezzi pubblici in cui interagiscono, per le diverse esigenze, dipendenti, visitatori temporanei, operatori di ditte esterne, clienti, fornitori e viaggiatori.
    Rapporto ISS COVID-19 n.5 2020 ARIA INDOOR

    Raccomandazioni per la disinfezione di ambienti esterni e superfici stradali per la prevenzione della trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2

    Il documento fornisce indicazioni generali su pulizia e disinfezione degli ambienti outdoor per la prevenzione e contenimento della diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2. È esaminata la combinazione di fattori quali modalità di trasmissione di SARS-CoV-2 e informazioni tecnico-scientifiche relative all’evidenza su presenza e sopravvivenza del virus sulle diverse superfici; l’efficacia dei prodotti disinfettanti e dei sistemi di applicazione e il loro possibile impatto ambientale e i rischi per la salute umana. In particolare si analizza l’impatto sull’ambiente e la conseguente possibile esposizione della popolazione a seguito di uso massivo di ipoclorito di sodio, sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi Le informazioni sull’uso dell’ipoclorito di sodio e la sua capacità di distruggere il virus su superfici esterne (strade) e in aria sono contrastanti. Il documento conferma l’opportunità del lavaggio delle strade con le modalità convenzionali (acqua o acqua e detergenti) evitando la produzione di polveri e aerosol e di limitare la disinfezione degli ambienti esterni e/o delle superfici stradali con prodotti quali l’ipoclorito di sodio (concentrazione indicativa dello 0,1%) a interventi straordinari poiché questo potrebbe comportare inquinamento ambientale.
  • 5. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE

    SCOPRI TUTTI I DPI IN VENDITA
    NEL NOSTRO NUOVO SHOP ONLINE:
    - mascherine filtranti e chirurgiche
    - mascherine lavabili
    - guanti monouso
    - visiere in policarbonato
    - tute protettive
    - disinfezione
    - segnaletica
    - sanificazione


    A seguito della Valutazione dei Rischi i DPI per fronteggiare il Coronavirus sono quelli relativi a:
    • Protezione delle vie respiratorie;
    • Protezione degli occhi;
    • Protezione delle mani;
    • Protezione del corpo.
    Per i diversi tipi di operatori consultare la guida ISS
    https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-ipc-rapporti-tecnici-iss

    Protezione delle vie respiratorie

    Ci soffermiamo in particolare sulle protezioni delle vie respiratorie – classificate come DPI di III Categoria – perché proteggono il lavoratore da rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali la morte o danni irreversibili alla salute per l’esposizione ad agenti biologici nocivi.

    Come indicato dal Ministero della Salute le protezioni delle vie respiratorie vanno indossate:
    • Se hai sintomi di malattie respiratorie, come tosse e difficoltà respiratorie;
    • Se stai prestando assistenza a persone con sintomi di malattie respiratori;
    • Se sei un operatore sanitario e assisti persone con caso sospetto o confermato di COVID-19;
    • Se sei addetto alle operazioni di pulizia di ambienti dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19 prima di essere stati ospedalizzati
    Inoltre, come da protocollo condiviso di regolamentazione del 14/03/2020:
    • le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
    • data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria.
    Qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie. Fino al termine dell’emergenza, per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro, sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI) le mascherine chirurgiche reperibili in commercio (Art. 16 D.L. “Cura Italia”).
    Al di fuori di questi casi, non è previsto l’utilizzo di tali DPI, a meno che i rischi specifici legati all’attività svolta non lo prevedano già (necessità di protezione da polveri, fumo e aerosol solidi e liquidi tossici e dannosi per la salute)

    QUINDI NON DA OPERATORI CHE NON RIENTRANO NELLE CATEGORIE DI CUI SOPRA
    L’utilizzo di mascherine e filtri facciali non è necessario per la popolazione generale in assenza di sintomi di malattie respiratorie.
    http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4099

    Per la protezione dal nuovo COVID-19 sono consigliati:


    i facciali filtranti monouso
    FFP2 o FFP3 ( EN 149:2001 + A1:2009)

    oppure


    semimaschere facciali
    con filtri P2 o P3.

    La mascherina di tipo “chirurgico” può, invece, essere utilizzata da soggetti che presentano sintomi quali tosse o starnuti per prevenire la diffusione di goccioline di saliva (non è un DPI).

    Si ricorda l’importanza della corretta procedura per utilizzare i DPI.

    (fonte AIFOS)
    • Prima di indossare una mascherina, pulire le mani con un disinfettante a base di alcol o con acqua e sapone
    • Tenere il respiratore in mano con lo stringinaso verso le dita lasciando gli elastici liberi sotto la mano.
    • Posizionare il respiratore sul volto con la conchiglia sotto il mento e lo stringinaso verso l’alto.
    • Posizionare l’elastico superiore sulla nuca. Posizionare l’elastico inferiore attorno al collo al di sotto delle orecchie. NOTA: Non utilizzare in presenza di barba o basette lunghe che non permettono il contatto diretto fra il volto e i bordi di tenuta del respiratore.
    • Posizionare le dita di entrambe le mani sulla parte superiore dello stringinaso. Premere lo stringinaso e modellarlo muovendosi verso le sue estremità. Evitare di modellare lo stringinaso con una sola mano poiché può causare una diminuzione della protezione respiratoria.
    • La tenuta del respiratore sul viso deve essere verificata prima di entrare nell’area di lavoro. Coprire con le due mani il respiratore evitando di muoverlo dalla propria posizione. Espirare rapidamente. Una pressione positiva all’interno del respiratore dovrebbe essere percepita. Se viene avvertita una perdita, aggiustare la posizione del respiratore e/o la tensione degli elastici e ripetere la prova. Per i respiratori con valvola: coprire il respiratore con le mani, inspirare rapidamente. Se si sentono perdite dai bordi riposizionare il facciale fino a ottenere una perfetta tenuta sul volto.
    • Evitare di toccare la mascherina mentre la si utilizza e, se necessario farlo, pulire prima le mani con un detergente a base di alcool o acqua e sapone
    • Sostituire la mascherina con una nuova non appena è umida e non riutilizzare quelle monouso
    • Per togliere la mascherina: rimuoverla da dietro (senza toccare la parte anteriore); buttarla immediatamente in un contenitore chiuso; pulire le mani con un detergente a base di alcool o acqua e sapone
    -----

    Protezione degli occhi

    Solo per operatori sanitari e personale a contatto stretto con casi di contagio.
    Attenzione agli occhi, bisogna difenderli dal coronavirus.
    Non basta lavarsi le mani e coprire naso e bocca, bisogna proteggere anche gli occhi: il virus passa anche da lì.
    Consulta i casi di utilizzo nel RAPPORTO ISS DISPONIBILE QUI

    Protezione mani

    L’uso dei guanti, come quello delle mascherine, aiuta a prevenire le infezioni ma solo a determinate condizioni. Diversamente, il dispositivo di protezione può diventare un veicolo di contagio. L’Istituto superiore di sanità (Iss) ci fornisce le indicazioni per un loro utilizzo corretto.
    ISS 16 marzo 2020 https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/img/info/Poster-Guanti.pdf
    I guanti servono a prevenire le infezioni?
    Si, a patto che:
    • non sostituiscano la corretta igiene delle mani che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e per almeno 60 secondi
    • siano ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati
    • come le mani, non vengano a contatto con bocca naso e occhi
    • Siano eliminati al termine dell’uso, per esempio, al supermercato
    • Non siano riutilizzati

    Dove sono necessari?
    • in alcuni contesti lavorativi come per esempio personale addetto alla pulizia, alla ristorazione o al commercio di alimenti
    • Sono indispensabili nel caso di assistenza ospedaliera o domiciliare a malati

    Protezione corpo

    • Solo per operatori sanitari e personale a contatto stretto con casi di contagio:
    • Consulta i casi di utilizzo nel RAPPORTO ISS
  • 6. VALUTAZIONE DEI RISCHI - DVR

    L’AGGIORNAMENTO DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DI RISCHI E’ OBBLIGATORIO?

    Ci sono molteplici commenti ed interpretazioni a riguardo l’obbligatorietà o meno dell’aggiornamento del DVR per tutte le categorie professionali.
    Circolano purtroppo informative da parte di consulenti che minacciano multe e sanzioni per coloro che non aggiornino i DVR. Questo non è vero!
    ATTENZIONE PERO’ PERCHE’ CI SONO DECRETI / ORDINANZE REGIONALI O I COMITATI COVID19 COSTITUITI DALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI CHE PREVEDONO – RICHIEDONO ESPLICITAMENTE L’AGGIORNAMENTO DEL DVR (CITIAMO PER ESEMPIO DECRETO_48_2020.PDF O ANCI Protocollo Ambiente 19 marzo 2020)

    Nella speranza di portare chiarezza, riportiamo quanto indicato da alcuni organi istituzionali e di controllo che si sono espressi in merito o meno alla necessità per tutte le attività lavorative di provvedere all’aggiornamento del Documento di Valutazione dei rischi.

    NOTA 89 DEL 13.03.2020 DELL’ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO – SCARICA QUI IL DOCUMENTO IN PDF

    L'Ispettorato Nazionale del Lavoro si è espresso in merito con una nota interna rivolta ai Dirigenti dell’INAIL ed agli Ispettorati interregionali e territoriali del lavoro, che può fornire aspetti di supporto nelle decisioni di consulenti e datori di lavoro che si stanno interrogando sulla necessità ovvero sull'opportunità di aggiornare il DVR.

    L’INL indica che “ispirandosi ai principi contenuti nel d.lgs. n. 81/2008 e di massima precauzione, discendenti anche dal precetto contenuto nell'art. 2087 c.c. si ritiene utile, per esigenze di natura organizzativa/gestionale, redigere - in collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Protezione e con il Medico Competente - un piano di intervento o una procedura per un approccio graduale nell'individuazione e nell'attuazione delle misure di prevenzione, basati sul contesto aziendale, sul profilo del lavoratore - o soggetto a questi equiparato - assicurando al personale anche adeguati DPI.”

    E continua a conclusione che “Per la tracciabilità delle azioni così messe in campo è opportuno che dette misure, pur non originando dalla classica valutazione del rischio tipica del datore di lavoro, vengano raccolte per costituire un'appendice del DVR a dimostrazione di aver agito al meglio, anche al di là dei precetti specifici del d.lgs. n. 81/2008.

    ALTRE indicazioni utili per le imprese da applicare negli ambienti di lavoro emanate da Regione Veneto e da alcune ATS (Insubria-Varese-Como, Bergamo) e Regione Lombardia, : https://www.regione.veneto.it/web/sanita/covid-19-ambienti-di-lavoro


    IN SINTESI A SECONDA DELLE ATTIVITA’ SVOLTE DALLA VOSTRA AZIENDA O IN BASE ALLE ORDINANZE/CIRCOLARI E’ OBBLIGATORIO AGGIORNARE IL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI, MA QUESTO NON E’ VERO PER TUTTI I CASI, NEI QUALI COMUNQUE è IMPORTANTE APPLICARE IL PROTOCOLLO E LE MISURE ANTICONTAGIO

    CHIAMACI SUBITO PER CAPIRE SE SEI SOGGETTO AD OBBLIGO OPPURE NO

  • 7. FORMAZIONE e INFORMAZIONE

    STIAMO PRODUCENDO VIDEO CHE SARANNO FORNITI ALLE AZIENDE CHE ATTIVERANNO L’ASSISTENZA COVID 19 PER INFO LAVORATORI

    Nel frattempo vi invitiamo a prendere visione dei tutorial "Conosciamo il rischio – Nuovo Coronavirus (Parte 1 - 2 - 3) e versione integrale"

    Il prodotto informativo contiene utili indicazioni per la prevenzione del contagio da Covid-19 ed è diviso in tre parti: il primo video, di carattere generale introduce l’argomento dei dispositivi di protezione individuale; il secondo è relativo all’uso delle maschere facciali filtranti; il terzo illustra le modalità corrette di utilizzo dei guanti monouso

    APRI SUBITO I TUTORIALS DAL SITO INAIL: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/multimedia/video-gallery/videogallery-tutorial-conoscere-rischio.html
  • 8. SMART WORKING

    area in costruzione

  • 9. PRIVACY

    Il GDPR “per motivi di interesse pubblico, quali la protezione da gravi minacce per la salute” considera lecito il trattamento dei dati sanitari dei malati
    Il protocollo condiviso di regolamentazione del 14/03/2020 dà ampi poteri di controllo della salute e raccolta di informazioni al datore di lavoro.

    Vi ricordiamo tuttavia, anche alla luce della recente pronuncia del Garante (https://www.garanteprivacy.it/temi/coronavirus), la privacy va comunque garantita sempre quando è possibile, e i dati raccolti non vanno diffusi in maniera incontrollata, ma semmai trattati e utilizzati a scopi scientifici.

    Pertanto i trattamenti devono essere leciti e devono essere fornite le informative necessarie conformi al GDPR.

    Vi ricordiamo quindi che per l’applicazione del protocollo è necessario regolamentare anche per la privacy le informazioni in merito allo stato di salute delle persone e allo smart working

    A disposizione per assistervi in merito al GDPR
    (informative al personale, procedure di trattamento )
    e alle procedure SMART WORKING

    Informazioni in materia di protezione dei dati personali

    E’ il caso di evidenziare che la rilevazione della temperatura corporea costituisce un trattamento di dati personali e, pertanto, deve avvenire nel rispetto del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (Reg. UE 2016/679, anche detto GDPR).
    Il Protocollo suggerisce, altresì, le modalità operative di tali attività (di trattamento dati):
    1. rilevare la temperatura e non registrare il dato acquisito. Soltanto nell’eventualità in cui sia necessario documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso ai locali aziendali sarà possibile identificare l’interessato e registrare il superamento della soglia di temperatura;
    2. fornire l’informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 GDPR. Ebbene, come pure previsto nel Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, il Protocollo prevede che l’informativa potrà essere fornita anche oralmente (cfr. art. 12, par. 1, GDPR)

    Quanto ai contenuti dell’informativa, il Protocollo specifica che con riferimento:
    • alla finalità del trattamento potrà essere indicata la prevenzione dal contagio da COVID-19, e
    • alla base giuridica potrà essere indicata l’implementazione dei protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell’art. art. 1, n. 7, lett. d) del DPCM 11 marzo 2020 (art. 6, lett. e), nonché art. 9, lett. b), GDPR);

    Con riferimento ai tempi dell’eventuale conservazione dei dati (conformemente all’art. 13, par. 2, lett. a), GDPR) si potrà fare riferimento al termine dello stato d’emergenza.
    Nel rispetto del principio cd. di limitazione della finalità (art. 5, par. 1, lett. b), GDPR), il Protocollo ricorda che i dati possono essere trattati esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da COVID-19 e non devono essere diffusi o comunicati a terzi al di fuori delle specifiche previsioni normative. Si fa menzione, a titolo esemplificativo, del caso della richiesta da parte dell’Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali “contatti stretti” di un lavoratore risultato positivo al COVID-19. Sul punto, il Considerando 46 prevede che “Alcuni tipi di trattamento dei dati personali possono rispondere sia a rilevanti motivi di interesse pubblico sia agli interessi vitali dell’interessato, per esempio se il trattamento è necessario a fini umanitari, tra l’altro per tenere sotto controllo l’evoluzione di epidemie e la loro diffusione o in casi di emergenze umanitarie, in particolare in casi di catastrofi di origine naturale e umana.”
    Dunque, il trattamento per la finalità sopraevidenziata appare una esplicita deroga al divieto ex art 9, par. 1, GDPR di trattare le categorie particolari di dati personali – tra le quali i dati relativi alla salute – riconducibile al caso del par. 2, lett. b), dello stesso articolo ove “il trattamento è necessario per assolvere gli obblighi ed esercitare i diritti specifici del titolare del trattamento o dell’interessato in materia di diritto del lavoro e della sicurezza sociale e protezione sociale, nella misura in cui sia autorizzato dal diritto dell’Unione o degli Stati membri o da un contratto collettivo ai sensi del diritto degli Stati membri, in presenza di garanzie appropriate per i diritti fondamentali e gli interessi dell’interessato.”

    Sul rilascio della dichiarazione sul rischio epidemiologico e intervento del Garante
    Qualora si richieda il rilascio di una dichiarazione attestante la non provenienza dalle zone a rischio epidemiologico e l’assenza di contatti, negli ultimi 14 giorni, con soggetti risultati positivi al COVID-19, è lo stesso Protocollo – in una nota – a ricordare di prestare attenzione alla disciplina sul trattamento dei dati personali, poiché l’acquisizione della dichiarazione costituisce un trattamento dati.
    A tal fine (in conformità al cd. principio di minimizzazione ex art. 5, par. 1, lett. c), GDPR) si suggerisce di raccogliere solo i dati necessari, adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da COVID-19. A titolo di esempio l’Accordo riporta che:
    • se si richiede una dichiarazione sui contatti con persone risultate positive al COVID-19, occorre astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla persona risultata positiva; oppure,
    • se si richiede una dichiarazione sulla provenienza da zone a rischio epidemiologico, è necessario astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alle specificità dei luoghi.
    In verità, su questo tema, soltanto il 2 marzo ultimo scorso con un comunicato il Garante per la protezione dei dati aveva stabilito che “I datori di lavoro devono invece astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, anche attraverso specifiche richieste al singolo lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa. La finalità di prevenzione dalla diffusione del Coronavirus deve infatti essere svolta da soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato. L’accertamento e la raccolta di informazioni relative ai sintomi tipici del Coronavirus e alle informazioni sui recenti spostamenti di ogni individuo spettano agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile, che sono gli organi deputati a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica recentemente adottate.”
  • 10. GESTIONE RIFIUTI

    Gestione rifiuti IN EMERGENZA COVID-19

    Smaltire CORRETTAMENTE mascherine e guanti utilizzati nei luoghi di lavoro

    La gestione dei rifiuti quali DPI in azienda in questo periodo di emergenza risulta essere PLURINORMATO E IN QUESTO MOMENTO OGNI REGIONE STA EMETTENDO LE PROPRIE ORDINANZE. FACCIAMO LUCE!

    PER REGIONE EMILIA-ROMAGNA E LOMBARDIA

    IN ASSENZA DI CASI POSITIVI
    Regione Emilia Romagna - ordinanza n.57 del 03/04/2020 - disposizioni in materia di trasporto, rifiuti e sanità privata in tema di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid-19.
    “i rifiuti costituiti da Dispositivi di Protezione Individuale(DPI) utilizzati all’interno di attività economiche-produttive per la tutela da COVID-19, quali mascherine e guanti, siano assimilati ai rifiuti urbani e conferiti al Gestore del servizio nella frazione di rifiuti indifferenziati, nel rispetto delle indicazioni fornite dall’Istituto Superiore della Sanità con nota del 12/03/2020 e successiva versione del 31/03/2020”

    Si raccomanda quindi di confezionare i rifiuti in modo da non danneggiare e/o contaminare esternamente i sacchi (utilizzando guanti monouso). Per la raccolta dovranno essere utilizzati almeno due sacchetti uno dentro l’altro o in numero maggiore in dipendenza della loro resistenza meccanica, possibilmente utilizzando un contenitore a pedale. Si consiglia di predisporre specifico contenitore per la raccolta di tali rifiuti indifferenziati composti da mascherine, guanti, indumenti usa e getta, segnalando in modo chiaro con cartello identificativo il contenuto dello stesso.

    Inoltre è consentito il “deposito temporaneo” di rifiuti fino ad un quantitativo massimo di 60 metri cubi, di cui non più di 20 metri cubi di rifiuti pericolosi. Il termine di durata del deposito temporaneo, anche laddove il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite, non può superare i 18 mesi, andando quindi in deroga rispetto a quanto definito all’articolo 183, comma 1, lettera bb), punto 2 del D. Lgs. 152/2006, sempre rispettando le disposizioni in materia di prevenzioni incendi.

    Le disposizioni del decreto relativo ai rifiuti saranno valide fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria, oltre i successivi trenta giorni necessari al corretto e ordinario ripristino del servizio pubblico di gestione dei rifiuti.

    Regione Lombardia - Decreto n. 520 del 01/04/2020 - ordinanza in materia di disposizioni urgenti in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

    I rifiuti rappresentati da Dispositivi di Protezione Individuale (mascherine, guanti etc) utilizzati come prevenzione al contagio da COVID -19 e i fazzoletti di carta devono essere assimilati agli urbani ed in particolare devono essere conferiti al gestore del servizio nella frazione di rifiuti indifferenziati (punto 3 del Decreto).

    Si raccomanda quindi di confezionare i rifiuti in modo da non danneggiare e/o contaminare esternamente i sacchi (utilizzando guanti monouso). Per la raccolta dovranno essere utilizzati almeno due sacchetti uno dentro l’altro o in numero maggiore in dipendenza della loro resistenza meccanica, possibilmente utilizzando un contenitore a pedale.

    Si consiglia di predisporre specifico contenitore per la raccolta di tali rifiuti indifferenziati composti da mascherine, guanti, indumenti usa e getta, segnalando in modo chiaro con cartello identificativo il contenuto dello stesso.

    Il deposito temporaneo è soggetto alle seguenti deroghe automatiche (nel rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi) a quanto previsto dall’art 183, comma 1, lettera bb) del D. Lgs 152/2006:
    • i rifiuti gestiti in deposito temporaneo possono essere avviati ad operazioni di recupero o smaltimento con frequenza semestrale, invece che trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito;
    • devono essere inviati ad operazione di recupero e smaltimento i quantitativi di rifiuti in deposito temporaneo che raggiungano i 60 metri cubi di cui al massimo 20 metri cubi di rifiuti pericolosi, invece di 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi.
    Le disposizioni del decreto relativo ai rifiuti saranno valide fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria, oltre i successivi trenta giorni necessari al corretto e ordinario ripristino del servizio pubblico di gestione dei rifiuti.

    IN PRESENZA DI UN CASO POSITIVO
    Secondo la circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020 (con riferimento a locali dove hanno soggiornato persone affette da Coronavirus) dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto anche quando non sono stati utilizzati per finalità sanitarie, ma esclusivamente di pulizia dei locali non sanitari potenzialmente contaminati.

    In questa casistica i rifiuti devono essere gestiti come “rifiuti speciali, prodotti al di fuori delle strutture sanitarie, che come rischio risultano analoghi ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo” disciplinati dal D.P.R. 254/2003. Questa tipologia di rifiuti, alla quale deve essere attribuito il codice CER 18.01.03, cioè “rifiuti speciali, di cui al decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 [oggi D. Lgs. 152/2006], prodotti al di fuori delle strutture sanitarie, con le caratteristiche di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d), quali ad esempio quelli prodotti presso laboratori di analisi microbiologiche di alimenti, di acque, o di cosmetici, presso industrie di emoderivati, istituti estetici e similari.

    Lo stoccaggio temporaneo per i rifiuti indicati con il CER 18.01.03 (come da art. 8 del D.P.R. 354/2003) pericolosi a rischio infettivo devono essere effettuati utilizzando apposito imballaggio a perdere, anche flessibile, recante la scritta «Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo» e il simbolo del rischio biologico contenuto in un secondo imballaggio rigido esterno, eventualmente riutilizzabile previa idonea disinfezione ad ogni ciclo d’uso, recante la scritta «Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo

    Gli imballaggi esterni devono avere caratteristiche adeguate a resistere agli urti ed alle sollecitazioni provocate durante la loro movimentazione e trasporto, e devono essere realizzati in un colore idoneo a distinguerli dagli imballaggi utilizzati per il conferimento degli altri rifiuti.

    Il deposito temporaneo di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo può avere una durata massima di cinque giorni dal momento della chiusura del contenitore. Nel rispetto dei requisiti di igiene e sicurezza e sotto la responsabilità del produttore, tale termine è esteso a trenta giorni per quantitativi inferiori a 200 litri.

    Dovrà infine essere aggiornata la documentazione relativa ai rifiuti.
    CASO PARTICOLARE: ATTIVITA’ SANITARIE
    Secondo la circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020 i rifiuti provenienti da ambienti sanitari devono essere trattati ed eliminati come materiale infetto categoria B (UN3291) quindi rifiuto sanitario. Per le modalità specifiche si rimanda alla voce precedente “Presenza di un caso positivo”.

    CONTATTACI PER QUALSIASI DUBBIO

  • 11. SPOSTAMENTI

    SPOSTAMENTI CONSENTITI

    IN BASE ALLE ORDINANZE (ULTIMO AGGIORNAMENTO 26/03/2020)

    Si deve evitare di uscire di casa.

    Si può uscire:
    • per andare al lavoro
    • per ragioni di salute
    • per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari.

    Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali.

    La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato.
    È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi.
    Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti.

    QUI DISPONIBILE IL LINK ALL’ULTIMO AGGIORNAMENTO DEL MODULO


    Il Ministero dell’Interno ha pubblicato il 26 marzo la nuova versione del modulo di autocertificazione per gli spostamenti, aggiornata con le modifiche dell’ultimo decreto che contempla anche eventuali ordinanze a livello regionale

    ATTENZIONE: ci è stato segnalato che gira una quinta versione del modulo di autocertificazione aggiornata al 30 marzo: questa è palesemente un fake, come ribadito anche dal Ministero dell’Interno
  • 12. VERITA’ E BUGIE

    area in costruzione

  • 13. 231 e COVID-19

    area in costruzione

  • 14. LA CONTINUITA’ OPERATIVA

    area in costruzione

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